Energeticamente parlando - #16

"Sei troppo sensibile"

Una delle cose che mi sento dire più spesso è che sono troppo sensibile.

È vero, sono sensibile. I notiziari mi inquietano, i cuccioli mi commuovono, se qualcuno sta male io sto male con lui.

È il mio Metallo, è la mia natura.

E parte della mia natura-Metallo mi rende desiderosa di comprendere le cose, di capire perché io sono così e perché per altre persone è un problema.

Andando a fondo nell’interrogarmi sulla mia sensibilità, ruotavo intorno a tre domande.

1 - “Troppo” rispetto a cosa?

Okay, sono sensibile.

Però perché “troppo”? C’è una misura della sensibilità? Quand’è che essere sensibili diventa essere troppo sensibili?

È il dilemma del sorite: quando "un po’" di riso diventa "un mucchio"? Qual è il chicco che fa la differenza?

Ogni essere ha una sua personale componente energetica.

Così come per “gli altri” io sono troppo sensibile, per me tante persone lo sono “troppo poco”.

Prendo come riferimento il mio personale standard di sensibilità. Anche io mi lamento che “gli altri” non sono abbastanza sensibili. Dov’è il confine? Ma soprattutto, esiste? E davvero mi serve trovarlo?

Sì, in passato mi serviva trovarlo: per non sentirmi inadeguata (altro pilastro del Metallo), per uniformarmi agli altri, per non sentire che ero l’unica vulnerabile, per non sentirmi diversa dagli altri.

E qui arriviamo alla seconda domanda:

2 - Ma “gli altri” chi??

Chi sono questi altri?

Perché partivo dal presupposto che loro fossero adeguati e io no?

Facendo mente locale, questi “altri” sono sempre stati persone molto diverse da me, con un’energia completamente diversa e con un modo di relazionarsi alla vita che io non avrei mai potuto applicare (e viceversa).

Le persone a me affini, con un’energia simile alla mia, non hanno mai pensato che io fossi troppo sensibile.

Le nostre sensibilità, seppur diverse, si incontravano, si ritrovavano e si riconoscevano.

Quelle persone, dalla cui bocca non sarebbe mai uscita un'espressione del genere, sono le mie persone.

Quelle con cui sto bene, la cui energia mi nutre e non mi fa sentire inadeguata.

3 - Come posso diventare meno sensibile?

A questo tenevo in modo particolare.

Ebbene, non posso.

Non si può.

E perché mai si dovrebbe? La sensibilità è una risorsa, fa parte della mia natura, non è solo piangere davanti a un film, ma è anche vedere oltre, cogliere sfumature che altri - gli "altri"! - non colgono (o a cui fa comodo non cogliere).

La mia tanto criticata sensibilità è la stessa che fa sì che io possa stare vicino al dolore degli altri, che mi permette di leggere l’energia e non solo le parole, che mi fa andare a fondo nelle questioni del mondo.

Certo, c’è stato un periodo in cui questa sensibilità mi pesava, ma era solo il mio Metallo che non trovava il suo equilibrio.

Ora non è più così. Se anche a te è capitato di sentirti dire che sei troppo sensibile, forse non è un difetto da correggere: è solo il tuo Metallo che aspetta di essere capito.

È così che "sei troppo sensibile" diventa un complimento ✨

A presto,

P.S.

Se il tuo Metallo è fuori equilibrio, te ne accorgi anche da altri segnali:

  • Tendi a procrastinare tutto quello che puoi.

  • Hai problemi di denaro (o con il denaro).

  • Hai un'autostima bassa.

  • Fai fatica a lasciare andare.

  • Ti è difficile avere autodisciplina.

  • Non sai riconoscere il tuo valore.

  • Sei perfezionista.

  • Non chiedi mai aiuto e fai tutto da sola.

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