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Tutto il tempo che ho perso con le persone sbagliate
Hai mai fatto un bilancio delle tue relazioni rendendoti conto che guardando indietro hai la sensazione di aver perso tantissimo tempo con la persona sbagliata?
Io sì, e il bello è che a posteriori mi rendo conto che lo sapevo benissimo che erano persone sbagliate.
Ho passato quasi tre anni con una persona con cui la gestione del tempo libero e dei fine settimana era un dramma: io molto più sedentaria, lui se non stava tutto il giorno fuori casa soffriva.
All’inizio mi sembrava un compromesso a cui non era difficile scendere, invece poi nel tempo si è rivelato fonte di discussioni, malumori, ansie (mie) e incomprensioni.
Morale: tre anni a chiedermi cosa ci fosse in me che non andava per non riuscire a farmi amare come volevo.
Ho passato poi altri due anni con uno che aveva come priorità assoluta se stesso, i suoi hobby e i suoi amici. Prima c’era quello, poi, se avanzava tempo, c’era la relazione.
Nulla di male, certo, ma non si combinava bene con quello che era il mio modo di vivere una relazione, perché io, pur nella mia indipendenza, ho sempre amato la dimensione “coppia”, la condivisione, il “bozzolo”.
Ma ho comunque passato altri due anni a chiedermi cosa ci fosse in me che non andava per non riuscire a farmi amare come volevo.
E così via.
La cosa buffa è che quando ne parli la gente ti dice “eh ma è normale, certe cose si capiscono solo con il tempo, non potevi saperlo prima!”
Ecco, non è vero.
Non è vero che non puoi saperlo prima. Puoi eccome!
Mentre mi avvicinavo a queste persone già sapevo che non sarebbero state giuste per me e per la mia natura. Non lo sapevo io, lo sapeva la mia pancia.
La mia pancia lo ha saputo dal primo momento, da quando ha scannerizzato lentiggini, riccioli, mascelle, sopracciglia e tutto il resto.
Ha decifrato tutto e mi ha restituito una sensazione che, però, non ha attecchito nella mia mente.
Decifrare i tratti dei volti è qualcosa che tutti facciamo istintivamente, è la prima cosa che facciamo appena veniamo al mondo, ma è un istinto che si ferma lì.
Non riusciamo a dare forma a questa sensazione a pelle perché non abbiamo un modo per decodificare quello che la pancia ci fa solo “sentire”.
Quanto tempo in meno avrei perso se fossi stata in grado di capire subito se quelle persone erano adatte a me?
Arrotondando per difetto almeno 9 anni.
Nell’analisi del volto esiste una cosa che si chiama “la diagnosi dei 5 secondi”: quando la conosci, ti bastano 5 secondi per capire la vera natura di chi hai davanti.
Ti basta niente per capire se quella persona è adatta a te, se ti farà perdere tempo, se riuscirete a entrare in contatto a un livello profondo, o se sarà uno sfinente susseguirsi di discussioni, incomprensioni e malumori che ti faranno pensare “quanto tempo ho perso??”.
Quello che la pancia sa fare da sola è già tantissimo. Darle gli strumenti per tradurre quella sensazione in qualcosa di utilizzabile è semplicemente il passo successivo, quello chetrasforma un istinto vago in una certezza.
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