Energeticamente parlando - #24

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Ho affittato una bicicletta

Sono stata in vacanza e un giorno abbiamo noleggiato una bici.

Ora, forse non sai che il mio passato è stato permeato da bici e affini perché mio papà per tanti anni ha avuto un negozio di biciclette.

Potresti pensare che, quindi, io sia un’appassionata, o che comunque abbia un buon rapporto con biciclette, piste ciclabili, attrezzatura e giri domenicali.

Invece no, perché il mio schema energetico non prevede né l’attività sportiva né il coraggio perciò sì, da bimba avevo una biciclettina, crescendo ne ho avuta un’altra, ma l’ultima volta che l’ho usata sarà stato una decina di anni fa.

È tantissimo tempo, ma io sono fifona e qui da noi le piste ciclabili non ci sono se non per pochi tratti, e andare in bici per città mi fa paura, non sono molto disinvolta e sicura e quindi, nel dubbio, preferisco andare a piedi.

Tutto questo preambolo per inquadrarti il mio rapporto con l’usare la bicicletta come mezzo di trasporto: praticamente nullo.

Però sei in Olanda, sono attrezzati, è tutto piatto e stupendo, che fai? Non affitti una bici?? E quindi mi sono ritrovata il manubrio tra le mani e la sella sotto al sedere (a proposito: ho ancora male adesso!), e come si suol dire, “hai voluto la bicicletta...??"

E infatti ho pedalato.

E mi sono stupita: erano anni che non andavo in bici, non è un’attività che ho mai praticato con continuità, non mi sono mai sentita a mio agio e ho sempre preferito camminare… MA indipendentemente da quello che pensavo razionalmente, il mio corpo non ha dimenticato come si fa a stare in equilibrio.

Lo so, sembra una cosa scontata: una volta che impari qualcosa non te la dimentichi. Non si dimentica come si va in bicicletta.

E non si dimentica perché il nostro cervello non ha voglia, ogni volta che ci troviamo una bici davanti, di re-imparare tutto da capo. Ha creato una memoria, anche muscolare, e quindi quell’attività sarà per sempre immagazzinata dentro di lui, anche se la facciamo solo ogni tanto.

Ecco, mentre questo è scontato, c’è qualcosa che lo è molto meno: prendi questo esempio banale e riportalo su una scala più larga.

Pensa a tutte le volte che ti sei sentita dire (o che ti sei detta) che non sei capace, o a tutte le volte che ti sei sentita “non abbastanza”.

Se è successo abbastanza spesso, anche se è nel passato, è probabile che il tuo cervello lo abbia trattato come tratta l’imparare ad andare in bici: una volta appreso, non si scorda più.

Però se mentre per la bici è comodo e funzionale perché almeno non devi ricominciare ogni volta da capo, nell’altro caso non lo è.

La tua energia, attraverso il corpo, ha appreso una cosa che non è detto che sia vera (anzi, sicuramente non lo è!), ma che ormai è data per assodata.

Capisci perché è così difficile poi scardinare qualcosa che ti porti dietro da così tanto tempo?

Per fortuna però il corpo cambia continuamente, e con lui anche la sua memoria. Ci sono pratiche che puoi fare per aiutarlo a lasciare andare quegli aspetti che non ti servono e ti intralciano (non l’andare in bicicletta, ma il fatto che non ti senti abbastanza e compagnia bella).

Non è qualcosa che si fa ragionandoci su: in questi casi bisogna rivolgersi al corpo perché è lui il vero protagonista.

Niente è scolpito nella pietra ed è bello poter decidere cosa tenere e cosa lasciare andare.

A presto ✨

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